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E-SEA Sharing è una startup innovativa operante nel settore della sharing mobility con la rivoluzionaria introduzione nel mercato del primo vero "boat sharing" completamente automatizzato di tipo B2C.

L’obiettivo di E-SEA Sharing è quello di rendere il mondo nautico accessibile e fruibile a tutti, oltre che più eco-sostenibile grazie ai principi della sharing mobility e della blue economy. L’operato della società si sposa perfettamente con i princìpi stessi della “condivisione”, introducendola al mondo nautico che, attualmente, almeno da questo punto di vista, viaggia ad una velocità differente rispetto ai trasporti su terraferma. E-SEA Sharing è membro dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, promosso dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dal Ministero della transizione ecologica e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Inoltre, l'ammissione a Smart&Start Italia di Invitalia, per la quale, dopo un'accurata selezione del progetto, ottiene valutazione positiva solo il 35% delle startup innovative candidate, ha permesso a E-Sea Sharing di accelerare fortemente il proprio sviluppo, permettendole di ottenere in poco tempo ciò che molte startup impiegano anni a raggiungere.

Al pari dei numerosi servizi di sharing mobility operanti su terraferma, anche il servizio E-SEA Sharing è interamente gestito da una piattaforma informatica che permette di automatizzare l’intero processo dell’utente. Rispetto ai servizi di locazione nautica attualmente in esercizio, inoltre, l’innovazione proposta da E-SEA Sharing rappresenta un punto di svolta in quanto, sfruttando lo sviluppo tecnologico di una piattaforma informatica, permette all'utente di essere completamente svincolato dagli armatori ed autonomo nella ricerca dell'imbarcazione, nella prenotazione, nell'attivazione del servizio e nel pagamento del medesimo.

Il nostro punto di forza è infatti l’assoluta libertà dell’utente, nella scelta, nella prenotazione, nella locazione di un natante, nel pick-up e drop-off anche in porti differenti, e nel pagamento contactless/cashless. Il nostro modello fa sì che l’offerta proposta non sia solo un utile strumento di mobilità nautica ma, anche, una nuova forma di turismo esperienziale.

L’idea nasce dalla visione di due giovani imprenditori appassionati di mare e tecnologia che hanno deciso di mettere insieme questi due mondi, attualmente un po’ distanti l’uno dall’altro, per dare alla nautica una nuova veste e avvicinarla ai più evoluti sistemi di mobilità su terraferma.

Giuseppe, classe ’90, fin da piccolo ha sviluppato un forte legame con il mare iniziando il percorso per diventare sommozzatore, culminato poi con il conseguimento del brevetto di diving leader appena compiuta la maggiore età. La sua passione non si limita solo ai fondali marini ma prosegue seguendo le orme del padre, fondatore di una importante compagnia di charter, tra le banchine dei porti. Dopo aver collaborato con società di charter e gestito una marina turistica, decide con Claudio nel 2020 di costituire E-SEA Sharing, con l'obiettivo di rivoluzionare e industrializzare il processo della locazione nautica.

Claudio, ingegnere per l’ambiente e il territorio e Dottore di ricerca, dopo alcuni anni in cui ha svolto la libera professione, collaborando con studi e società di progettazione e consulenza, è tornato a dedicarsi attivamente alla ricerca scientifica e all’innovazione in ambito tecnologico. A tal proposito diventa socio fondatore di uno spin-off universitario operante nel settore dello smorzamento delle azioni dinamiche dovute al sisma, al moto ondoso e al vento. La passione per il mare, a cui applica l’approccio tecnico-innovativo sperimentato negli anni, lo portano a fondare, insieme a Giuseppe, la startup innovativa.

Promotori

Yamaha (https://www.yamaha-motor.eu/it/it/marine/#/): nel suo comparto marine, ha fin da subito sposato il progetto vedendone una rivoluzione nel mondo della nautica e volendosi fare promotore di tale innovazione. Leader mondiale nella produzione di motori fin dalla sua fondazione nel 1955, Yamaha rappresenta uno dei punti di riferimento nella motorizzazione nautica e nella fornitura di gommoni e barche in packaging con Cantieri Capelli. Oggi supporta E-SEA Sharing con agevolazioni sia di tipo commerciale che operativo, aprendole la strada nei diversi mercati locali in Italia e in Europa. Sono in corso di sviluppo le ricerche per rendere più efficienti e performanti i motori elettrici per i gommoni di piccola taglia che, appena in commercio, equipaggeranno la flotta dei gommoni in sharing.

Ecomill_progetto

Modello di business

Dal punto di vista dell'innovazione di processo, rispetto ai servizi di locazione nautica attualmente in esercizio, E-SEA Sharing rappresenta un punto di svolta in quanto, sfruttando lo sviluppo tecnologico di una moderna piattaforma informatica, permette di automatizzare il servizio, rendendo l'utente completamente svincolato dagli armatori ed autonomo nella ricerca dell'imbarcazione, nella prenotazione, nell'attivazione del servizio e nel pagamento.
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L'utente ha la possibilità di muoversi liberamente per mare entro le 6 miglia nautiche e di riconsegnare il mezzo in un punto di ormeggio convenzionato, anche differente da quello di partenza, senza essere quindi vincolato a iniziare e terminare la locazione nello stesso porto; questo servizio è definito servizio di sharing “station-based”.

Il pagamento avviene in maniera virtuale e in tempo reale, così da eliminare le transazioni in contanti ed effettuare la fatturazione istantanea successivamente al termine della locazione. Aspetto ancor più innovativo per il mondo nautico è il pagamento con tariffe a consumo, in modo da non dovere pagare l'intera giornata di locazione - come invece accade nel mercato di riferimento attuale - qualora si volesse usufruire del natante solo per qualche ora o addirittura per qualche minuto.

La tecnologia IoT (“Internet of Things”) consentirà di gestire da remoto numerosi parametri e funzionalità dei mezzi costituenti la flotta, quali velocità, livello carburante, livello batteria, coordinate GPS, ecc… essenziali per il corretto e sicuro utilizzo dei mezzi da parte degli utenti e per il monitoraggio in remoto da back office. In particolare, i motori dei natanti saranno bloccati e sbloccati grazie ad un’app per smartphone.
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Inoltre, tutte le imbarcazioni saranno geolocalizzate e visibili su mappa per mezzo della stessa app, garantendo così un maggior livello di sicurezza e fornendo la possibilità agli utenti di avere immediata conoscenza dello stato e della posizione dei mezzi. Grazie ad un dispositivo di geolocalizzazione, interfacciato con la piattaforma informatica, e all’applicazione mobile, l’utente potrà monitorare costantemente la propria posizione sulla mappa e la presenza di eventuali pericoli in mare o di divieti alla navigazione.
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Roadmap / Piano industriale

E-SEA Sharing parte dalla splendida Costa Smeralda con tre check-point rispettivamente ad Olbia, a Golfo Aranci e a Porto Cervo, per poi espandersi, nel futuro prossimo, con l’apertura in una nuova località ogni anno e con l’espansione della flotta di gommoni. Proseguendo con questa crescita in diverse località del Mediterraneo, in Italia e non (p. es. in Costiera Amalfitana, nelle isole greche, in Croazia, ecc...), in 5 anni si arriverà ad avere nella prima location aperta 36 natanti e 6 check-point, mentre nelle altre location numeri di mezzi e posti barca crescenti con il passare del tempo. L’obiettivo è essere presenti, nei prossimi 2/3 anni, in diverse località costiere italiane, per poi sbarcare successivamente nelle più belle isole e costiere d’Europa. In definitiva, al quinto anno si prevede di avere una flotta complessivamente costituita da 134 gommoni e 24 check-point aperti in 5 differenti location.

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Infine, E-SEA Sharing intende elettrificare interamente la propria flotta, non appena la tecnologia permetterà di avere prestazioni adeguate e soprattutto batterie di accumulo sufficientemente leggere e poco ingombranti da poter essere alloggiate in un natante di piccole dimensioni. Ciò si stima che avverrà nei prossimi 4/5 anni, di pari passo con l’evoluzione tecnologica. Questa evoluzione di E-SEA Sharing favorirà anche il processo di elettrificazione delle banchine portuali, chiamato “Cold Ironing”, che è uno dei volani principali della transizione energetica.

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Perché investire

  • Servizio innovativo sul panorama competitivo: E-SEA Sharing mira a risolvere una serie di limiti presenti nel mercato attuale del noleggio nautico e in quello dello spostamento via mare per mezzo del servizio di trasporto pubblico.

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  • Business modulare e facilmente scalabile: l’attività, per la sua natura, è scalabile sia in termini di volumi, aumentando il numero di check-point e di gommoni costituenti la flotta, sia in termini geografici, in quanto è applicabile a qualsiasi arcipelago o costiera del nostro pianeta, con le stesse modalità.
  • Investimento profittevole: è prevista una crescita esponenziale nei primi anni, che porterà ad un aumento del fatturato di 10x in cinque anni, superando la soglia dei 5 milioni di euro.

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  • Partner di rilevanza internazionale: Yamaha rappresenta uno dei punti di riferimento nella motorizzazione nautica e nella fornitura di gommoni e barche in packaging con Cantieri Capelli. Oggi supporta E-SEA Sharing con agevolazioni sia di tipo commerciale che operativo, aprendole la strada nei diversi mercati locali in Italia e in Europa.
  • Forte propensione al settore: l’Italia ha circa 8.000 chilometri di coste e un’innata vocazione marittima, soprattutto negli arcipelaghi e nelle aree morfologicamente simili come le costiere, che coinvolge l’intera struttura socio-economica nazionale. L’intero Mar Mediterraneo raggiunge i 46.000 chilometri di costa. Dati Eurostat del 2018 confermano che il solo settore dei servizi per i trasporti marittimi ha generato ricavi per 10,7 Mld € in Europa e quasi 1 Mld € in Italia.
  • Mercato molto vasto e raggiungibile: rendere un servizio di locazione nautica facile, accessibile a tutti, con mezzi che si possono guidare senza la patente nautica, con l’utilizzo di uno smartphone, senza tariffe fisse alla giornata, permette di espandere notevolmente il mercato e “democratizzare” il mondo della nautica.


Impatto ambientale

Secondo gli studi della European Composites Industry Association, i compositi provenienti dall'industria marittima rappresenteranno il 10% del totale dei flussi di rifiuti compositi entro il 2025, pari a 70.000 tonnellate di rifiuti (rivestiranno un ruolo di importanza considerevole anche gli stampi e gli sfridi di lavorazione). Da una serie di ricerche è emerso che il costo medio per lo smaltimento convenzionale di una barca lunga 7 m, inclusa la logistica, è di 800 euro, che salgono a circa 1.500 euro per una barca di 10-12 metri e di 15.000 euro per una barca di 15 metri (la crescita esponenziale è correlata più al volume e alla maggiore complessità delle grandi imbarcazioni piuttosto che alla lunghezza).

E-SEA Sharing segue esattamente la strada indicata dalla Direttiva Europea sulla gestione dei rifiuti (“Waste Framework Directive”) secondo la quale l’opzione preferenziale è rappresentata dalla prevenzione nella produzione dei rifiuti, mentre mandare rifiuti in discarica deve essere considerata proprio l’ultima via percorribile.

Facendo un parallelismo con i servizi di car sharing, sicuramente più diffusi e più completi di dati empirici, è possibile stimare per il boat sharing una riduzione di circa il 20% del parco barche di proprietà, a parità di tipologia del mezzo ed in una determinata località raggiunta dal servizio. Tale riduzione avrà, quindi, un impatto positivo sulla congestione delle aree portuali e delle marine, molto spesso sovraffollate.

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Impatto sociale

L’intero “cluster” nazionale dell’economia del mare produce il 2,7% del PIL e occupa oltre 500.000 addetti. Esso inoltre è trasversale rispetto ai grandi temi della crescita del Paese: mobilità sostenibile, efficienza energetica, qualità del prodotto Made in Italy, qualità della filiera alimentare, occupazione, sicurezza, turismo e qualità ambientale.

In particolare, l’attività di E-SEA Sharing comporta un forte aumento dell’accessibilità e dell’inclusione sociale e territoriale nel settore di riferimento. L’accessibilità è dovuta alla facile fruizione del servizio da parte di tutti, dal momento che sfrutta le capacità del cloud e le app per smartphone, di immediato utilizzo per chiunque. L’inclusione è sia sociale, per la “democratizzazione” della nautica derivante da un servizio di locazione del tipo pay-per-use, senza inoltre la necessità di patente nautica, sia territoriale, poiché la digitalizzazione permette di raggiungere aree prima poco accessibili ed, inoltre, questo tipo di servizio troverà attuazione prevalentemente nelle aree più svantaggiate del Paese, spesso con una forte vocazione marittima.

Come effetto indiretto, il servizio di boat sharing completamente automatizzato permetterà di contrastare il sistema, oggi largamente diffuso nel noleggio nautico, della “destrutturazione” delle attività, che causa inefficienza e una poca professionalità di queste, spesso costituenti inoltre un forte bacino di economia sommersa.
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